La nostra storia

Si chiamava bricòla la borsa usata dai contrabbandieri lombardi nell’attraversamento di Alpi e laghi, per portare dalla Svizzera merci introvabili in Italia. Bricòla è anche il nome del nostro festival, che porta all’ampio pubblico milanese produzioni originali che non è facile incontrare altrove.

Dal 2016, anno della prima edizione, Bricòla è diventato un punto di riferimento per chi crea i fumetti e per chi li legge. Un festival come luogo d’incontro, scambio d’idee, di immagini, di narrazioni e di esperienze tra gli addetti del settore, e allo stesso tempo aperto al pubblico generalista; un’occasione per far nascere il dialogo e riportarlo in presenza e su carta.

Lo staff Bricòloso

Bebo

Dopo aver contribuito ad aprire WOW Spazio Fumetto, decide di complicarsi ancora di più la vita organizzando Bricòla. Ufficio stampa, critico e insegnante di fumetti, se non ha qualche fumetto in mano è perché deve dare da mangiare a esseri a quattro zampe (umani e non)

Mas

Lavora da sempre con i libri, prima in editoria e ora in biblioteca. Fondatore di Bricòla e MaMa Comics, ama fumetti e board game, e la sua precisineria lo rende la figura ideale per ricoprire il ruolo del notaio del festival

Maya

Copre tutta la filiera del fumetto dalla ricerca accademica all’organizzazione e comunicazione. Fondatrice di MaMa Comics, presidentessa del gruppo di ricercatori SnIF, ha fondato Bricòla per portare avanti la sua missione: proteggere i cuccioli di fumettista

Giulia

Dopo uno stage a WOW Spazio Fumetto, decide di sacrificare il suo tempo libero e unirsi, nel 2019, all* tre fondator* di Bricòla. Grazie alla sua esperienza tra editoria e bookshop di settore, riesce a mantenere un’invidiabile sanità mentale durante l’organizzazione del festival

Giò

Quando Mas e Maya chiesero a Giò se voleva dare una mano con l’organizzazione, la sventurata rispose sì. Grazie al suo talento di moderatore impeccabile e al suo passato da fanzinaro, esce indenne dalla sua prima partecipazione a Bricòla dietro le quinte

Fra

Editor e traduttrice, ma di lavoro vorrebbe fare i pisolini. Sogna di tornare un giorno sulla Terra come primo poltergeist del sistema editoriale italiano. Fa poesia ma spesso lo nega. È grata al destino per gli incontri fortunati, come quello con lo staff di Bricòla: sopravvive alla sua prima edizione con l’invidiabile prontezza che la contraddistingue